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Lo sfogo di un Lancista contro L'Alfa Romeo
view post Posted on 28/10/2009, 22:11Rispondi
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Ecco un lancista furioso con l’Alfa

Diciamo la verità: la vita è bella quando è capace di stupirti. Ed è una bella sorpresa leggere la mail di un ragazzo di 23 anni innamorato della Lancia. Innamorato al punto da… lanciarsi in un’intemerata contro i vertici della Fiat e le preferenze accordate alla sorellastra Alfa Romeo. Ecco il messaggio:

Sono un ragazzo di 23 anni, Francesco Benassi, che le scrive dalla provincia di Roma. Le invio questa missiva per mettere in risalto il mutismo, della sua rivista in primis, che accompagna le sciagurate scelte commerciali della Lancia in tempi recenti.


Passi per gli ignominiosi anni Novanta, in cui la Fiat fu gestita da una manica di incompetenti (e i risultati sono lì a dimostrarlo), e che gettarono il Gruppo in una crisi anche economica che non consentiva di produrre grandi modelli. Quello su cui vorrei porre l’attenzione io, è la situazione attuale: da quando, cioè, la Fiat si sta riprendendo alla grande.

Vedo che gli investimenti sono per tutti i marchi del Gruppo, eccezion fatta per la Lancia che, pure, risultati alla mano, è forse quella che li meriterebbe più di tutti. Con soli due modelli validi in listino, infatti, riesce a vendere più della cugina Alfa Romeo, mentre a quest’ultima non bastano i copiosi investimenti anno dopo anno che hanno portato al lancio di una miriade di modelli, per ottenere buoni risultati commerciali.

Eppure tutti dicono che l’Alfa è più nota a livello internazionale… A giudicare dai risultati non parrebbe proprio. È vero che la Lancia vende quasi solo in Italia, ma l’immagine del marchio, se non lasciata decadere come sta accadendo adesso, sarebbe ben migliore e più redditizia di quella dell’Alfa (e di questo si è accorto pure Marchionne, dichiarando in pubblico l’errore di aver puntato sull’Alfa).

L’unico investimento fatto per la (ormai ex) casa di Chivasso è stato quello per la Thesis, un’auto eccezionale sotto molti punti di vista, ma penalizzata da un design in antitesi con le mode attuali: oggi anche una persona anziana desidera sentirsi giovane e guidare auto che esprimano un certo dinamismo, e che abbiano uno sguardo “accigliato”. Ebbene, come tutti sappiamo la segmento E torinese si è rivelata un flop, ma allora perché non concederle una seconda chance come fatto per la Fiat Stilo, che è diventata un’auto seducente con la Bravo? Perchè invece all’Alfa, nonostante la 166 non abbia avuto il successo sperato, viene concessa la possibilità di fare un’altra segmento E?

Perchè la casa che ancora oggi è detentrice del record di vittorie nei rally è costretta a produrre auto per persone anziane e donne? Per carità, non che ci sia nulla di male in questo, ma che facciano anche dei modelli che conquistino i giovani! La nuova Delta HPE, con la sua linea barocca, è già un flop: basta andare in un qualsiasi blog di auto su internet per rendersene conto, dunque non sarà quello il modello del rilancio, anzi, casomai sarà quello della chiusura definitiva.

Le domande che vorrei porgerle sono queste: perchè i soldi per l’Alfa ci sono sempre stati, anche in periodi di vacche magre e nonostante i risultati commerciali non brillantissimi della casa milanese, mentre per la Lancia niente? Perché, dopo 13 anni di una sciagurata politica commerciale che ha tagliato fuori le sportive dalla gamma Lancia e che ha portato le vendite a ridursi al lumicino, nessuno si è ancora accorto di quanto sia scellerata questa scelta? Perché mentre case dalla storia patetica lanciano coupé e versioni corsaiole delle loro berline, la Lancia, con la sua grandissima tradizione, sta a guardare?

Ma soprattutto, perchè tutti tacciono (“Quattroruote” in primis) di questa aspra discriminazione effettuata verso Lancia? Confido in una sua risposta, direttore, quantomeno doverosa dato che è a capo della più prestigiosa rivista automobilistica italiana e considerando il fatto che non ha difeso la Lancia quando le hanno appioppato quel nuovo, insulso logo (forse lo hanno fatto così per renderlo in sintonia con la produzione attuale…); infine, ricordiamoci che c’è di mezzo un pezzo importantissimo della storia dell’auto: la Lancia appunto.

Caro Francesco,

complimenti per la passione, ma nella tua mail c’è solo un pezzo di una storia molto più complicata. Provo a riassumere: è vero che agli inizi del secolo la Lancia era ormai data per morta ed è certo che i capi della Fiat di allora, in particolare Giuseppe Morchio, volevano chiuderla. Stop, come già fatto nei decenni passati con Autobianchi. Poi Morchio se n’è andato ed è arrivato Sergio Marchionne, che ha ribaltato l’approccio dicendo: la Lancia è un patrimonio e va valorizzata, riportata ad almeno 300 mila macchine vendute all’anno entro il 2010.

Ci riuscirà? Personalmente sono molto perplesso, perché troppe occasioni sono state perse e troppe cose sono da ricostruire. Ne cito una: la marca ha una presenza commerciale accettabile solo in pochi paesi, al contrario dell’Alfa Romeo, che ha sempre mantenuto un network molto diffuso, anche negli anni bui. Non è facile mettere riparo a situazioni come queste.

Altra considerazione: la Ypsilon, che è il modello più venduto, viene costruita in uno stabilimento “difficile” come Termini Imerese, in Sicilia, e pochi giorni fa il capo delle relazioni industriali Fiat, Paolo Rebaudengo, ha detto chiaramente che su questa macchina il gruppo non guadagna neanche un euro. Insomma, c’è troppa zavorra a penalizzare la Lancia.

L’impressione è che Marchionne stia aspettando l’arrivo della nuova Delta HPE, previsto per metà 2008: se andrà bene, vorrà dire che c’è ancora spazio per investire e rimettere in piedi una vera gamma. Altrimenti, il destino è di vivacchiare ancora a lungo come oggi. Lo so che a un appassionato questi discorsi economici non interessano, ma questa è la realtà. E non è vero che noi non abbiamo difeso la Lancia: vatti a rivedere quanto spazio abbiamo dato alla marca che ti sta tanto a cuore…


E' quello che pensavo già da quando si ipotizzava la chiusura di Lancia per favorire Opel e non l'Alfa. Anche se l'articolo è vecchio rispecchia anche quello che sta accadendo oggi, molto più chiaramente.

“C'è chi crede che i sogni raggiunti non siano arrivi, ma partenze”.
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view post Posted on 29/10/2009, 19:55Rispondi
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Il mondo è semplicemente diviso in due classi: coloro che credono all'incredibile, come il pubblico, e coloro che fanno cose incredibili.... come me.

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 22/12/2009, 13:19


e la situazione di questi ultimi anni...quindi articolo di per sè interessante ma che non dice niente di nuovo

...AlTrO MoNdO...
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<<dio inventò i rally, creò la Lancia, chiamò Miki Biasion e disse: "Vai e diventa Campione del Mondo.">>


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1 replies since 28/10/2009, 22:11
 
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